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Bottega Orafa

di Luigi Middei
Corso V. Emanuele, 25
Nemi (Roma)
Tel. 06-9368221



Tecnica di Microfusione “A cera persa”

Introduzione

Il procedimento che permette di ottenere oggetti di metallo per mezzo della tecnica detto “a cera persa” è di origini antichissime, probabilmente conosciuto fin dal 4000 a.c.
I resti trovati in Mesopotamia, Egitto e Grecia testimoniano la conoscenza della tecnica fusoria a stampo. In Cina questa tecnica era già conosciuta all’epoca della Dinastia Shang e in Europa ebbe rapido sviluppo nell’Età del Bronzo presso i Celti (XII E x SEC. A C.).

Questo procedimento fu applicato con grande abilità tecnica ed artistica anche presso le civiltà che in epoca precolombiana abitavano l’attuale Messico, l’America centrale (Maya) ed il Perù (Nazca). Il fatto che civiltà totalmente diverse per cultura e grado di sviluppo siano arrivate alla stessa tecnica di lavorazione indica che si tratta di un metodo molto intuitivo, quasi “imposto” dalle caratteristiche fisiche e meccaniche del metallo.

Procedimento di fusione “a cera persa”

La prima fase consiste nel preparare un prototipo dell’oggetto che si desidera realizzare in metallo. Il modello, realizzato in cera, viene poi inglobato in un materiale del tutto simile al gesso, detto rivestimento, in grado di solidificare e di resistere alle alte temperature di fusione.
Tramite riscaldamento la cera dei modelli viene completamente bruciata, ricavando quindi all’interno del rivestimento una impronta in negativo. Lo stampo così prodotto viene cotto in modo da acquisire le caratteristiche fisiche tali da permettere al metallo fuso di penetrarvi senza produrre rotture .
La lavorazione a cera persa rientra tra le attività che richiedono pazienza e passione. La rifinitura e la lucidatura dei singoli pezzi viene ottenuta manualmente secondo procedimenti artigianali.

Elettrolisi

Introduzione

L'elettrolisi è la decomposizione di un sistema chimico per effetto del passaggio di una corrente elettrica continua attraverso di esso.  Fra le applicazioni dell'elettrolisi si possono citare la decomposizione dell'acqua in idrogeno e ossigeno, l'elettrodeposizione dell'argento (argentatura), il processo industriale di riduzione dell'alluminio e la carica degli accumulatori. In ogni caso, una certa quantità di energia elettrica viene convertita in energia potenziale di natura chimica e immagazzinata nella struttura molecolare dei nuovi composti.

Metallurgia

L'elettrolisi è un utile mezzo per isolare metalli attivi dai loro composti. In alcuni casi questo è l'unico metodo economicamente vantaggioso, come a esempio per il sodio metallico preparato per elettrolisi di un suo sale fuso. L'alluminio, il più abbondante tra i metalli che si trovano nella crosta terrestre, è reperibile in grandi quantità nella bauxite. Questa può essere purificata fino a ottenere allumina. L'allumina viene poi disciolta in un sale fuso e la soluzione elettrolizzata. Il sale fuso può essere criolite o una miscela di fluoruri. In seguito all'elettrolisi, l'alluminio si riduce al catodo ed è asportato come metallo fuso. I prodotti di ossidazione all'anodo (di carbonio) sono l'ossigeno, il monossido di carbonio e il biossido di carbonio.
Quantità su scala industriale di alcuni metalli, come il rame, possono essere ottenute in forma altamente pura per mezzo dell'elettrolisi. Dopo la riduzione chimica dai suoi minerali, il rame non è abbastanza puro per essere utilizzato per il suo impiego fondamentale, cioè come conduttore elettrico. Se l'anodo è costituito da rame impuro e la cella elettrolitica contiene una soluzione di solfato di rame, il rame si ossiderà mandando ioni rame in soluzione. Questi migrano quindi al catodo, dove si riducono a rame metallico puro.

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